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Pregled bibliografske jedinice broj: 677746

Zbornik radova

Autori: Kovačić, Vanja
Naslov: Città fortificate in Dalmazia: modelli di difesa del territorio e del ambito insulare dal XVI al XVII secolo
( Fortified Cities in Dalmatia: Models of Defense of the Territory and Islands from 16 to 17C )
Izvornik: L'Architettura militare di venezia in terraferma e in Adriatico fra XVI e XVII secolo
Skup: L'Architettura militare di venezia in terraferma e in Adriatico fra XVI e XVII secolo
Mjesto i datum: Palmanova, Italija, 8-10.11.2013.
Ključne riječi: fortezze; fortificazioni bastionate; Dalmazia
( fortresses; fortifications with bastions; Dalmatia )
Sažetak:
Dopo la caduta del Regno di Bosnia nel 1463, gli Ottomani invasero il territorio comunale delle città dalmate, concquistarono le fortezze signorili presso i fiumi Cherca (Krka) e Cetina e le strade che collegavano l'entroterra e le città litorali. Le incursioni dei Turchi interruppero la comunicazione delle città dalmate con il territorio comunale nel'entroterra, e provocarono le grandi migrazioni verso le città e le isole, ma anche in Istria, a Venezia e nelle Marche. Le vecchie mura cittadine non furono più in grado di resistere all'assedio e per questo si fecero i restauri in fretta, costruirono scarpature e allargarono i fossati. Il capitano Malatesta Baglioni nel 1524 visitò il territorio tra Zara e Almissa (Omiš) e propose la strategia della difesa delle posizioni chiave, lo smantellamento delle vecchie mura e la costruzione dei nuovi bastioni. Il duca di Urbino Francesco Maria della Rovere condottiero al servizio della Repubblica percorse l'Istria e la Dalmazia e nel 1563 mandando un rapporto con le proposte per ricostruire il sistema di difesa al confine di terraferma e la navigazione sull'Adriatico. Solo dopo la conquista della fortezza di Clissa (Klis) nel 1537 che ebbe la posizione strategica sia per Spalato che per la Dalmazia centrale, si fecero i piccoli interventi necessari per la difesa. Purtroppo con la caduta di Scardona (Skradin) e Obrovazzo (Obrovac) la strada verso Zara si aprì. Nel 1537, durante la guerra, Michelle Sanmicheli insieme al nipote Gian Girolamo cominciò la costruzione del grande pontone dalla parte orientale di Zara con ingegnosa concezione della porta di Terraferma. Nel 1566, arrivò il condottiero Sforza Pallavicino che realizzò il progetto di Baglioni di una potente fortificazione nella zona del Borgo verso terraferma costruendo due semibaluardi uniti in tenaglia. Con la conquista turca di Scardona, la via marritima fino a Sebenico (Šibenik) era indifesa e si costruì il forte antemurale sulla isoletta di San Niccolò all'entrata del porto di Sebenico. G.G. Sanmicheli realizza la fortezza che aveva una forma triangolare con il torrione verso Sebenico e dietro due mezzi baluardi in forma a tenaglia. Le nuove fortificazioni dimostrano la ottima conoscenza topografica e l'applicazione delle nuove soluzioni difensivi di Niccolò Tartaglia e Bonaiuto Lorini. Tra gli esempi eminenti dell'architettura militare tardo rinascimentale in Dalmazia sono le fortificazioni di Zara costruite tra il 1537 e il 1574 e la fortezza di San Niccolò sull'isoletta di fronte a Sebenico. Nonostante la gloriosa vittoria della Lega cristiana nel 1571 tutte le città dalmate da Zara a Spalato persero la gran parte dei loro distretti nell'entroterra. Dopo 1573 il confine turco arrivò fino al mare vicino Spalato ed anche Almissa (Omiš) diventò l'enclave isolata circondata dal inimico. La navigazione lungo la costa del'Adriatico era assicurata dall'antemurale insulare, ma nella seconda metà del '500, le invasioni dei pirati a Brazza (Brač) e Lesina (Hvar), sotto il comando di Uluz Ali provocarono continui disordini. La Repubblica, nella prima metà del '600, aveva il largo fronte di difesa dello Stato di Mar, ma la situazione a Candia si rifletteva in Dalmazia. I pirati turchi si vendicavano rapinando l'Issa e le isole esteriori dell'archipelago di Zara. Zara fu la fortezza più grande in Dalmazia considerata inespugnabile e nella prima metà del '600 ebbe fine la costruzione del Forte dove furono scavati i fossati. Mentre in Bosnia si riunirono le forze turche per attaccare le città dalmate, a Trogir furono mandati gli ingegneri Alessandro Magli e Vicenzo Benaglia per la regolazione delle mura dalla parte di terraferma e l'allargamento dei fossi difensivi. Poichè Sebenico fu un importante porto strategico sul'Adriatico, venne fortificata di più sulle colline attraverso fortezze esteriori. Spalato invece aspettò la guerra di Candia con le deboli scarpature rinascimentali. L'ingegnere Innocenzo Conti nel 1665, cambiò la concezione della difesa con tre grandi bastioni e due mezzi baluardi sulla parte laterale del porto mentre i dintorni furono coperti dalla grande fortezza Gripe e alcuni piccoli luoghi di difesa. Ad Almissa venne costruito il bastione pentagonale nella parte di terraferma della città e la fortezza esteriore nella parte elevata. Durante la guerra di Morea (1685-1699), scoppiò la rivolta contro i Turchi e finalmente venne conquistata la città di Tenin (Knin), il piu' forte caposaldo della Dalmazia settentrionale. Con la caduta della fortezza di Clissa e la città di Signo (Sinj) finirono i due secoli di occupazione turca della Dalmazia centrale.
Vrsta sudjelovanja: Pozvano
Vrsta prezentacije u zborniku: Sažetak
Vrsta recenzije: Nema recenziju
Projekt / tema: 130-1300620-0625
Izvorni jezik: ITA
Kategorija: Znanstveni
Znanstvena područja:
Povijest umjetnosti
Upisao u CROSBI: Jadranka Neralić (neralic@isp.hr), 9. Sij. 2014. u 19:11 sati



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